In questa puntata dei post bi-settimanali dei dipartimenti di ricerca della IOTA Foundation, il pensiero del professor Gur Huberman “Economics in Cryptoland” ci riporta alle basi. È necessario di volta in volta che tutti possano fermarsi e riflettere su alcuni dei principi fondamentali che costituiscono la criptovaluta.
Due forme di denaro sono familiari: basate su token (gettone) e ledger (libro mastro). La prima consiste in monete e banconote. Il possesso dei gettoni equivale alla loro proprietà. La storia del loro possesso è irrilevante per il loro stato attuale. Idealmente i gettoni sono scarsi, verificabili, durevoli, portatili, non contraffabili, fungibili. Solitamente li producono i  governi.

Il denaro basato sulla contabilità tradizionale si basa su una o più parti fidate che mantengono il libro mastro. Queste mantengono e aggiornano i record dei saldi. In tal modo, si ritiene che stiano seguendo le regole contabili e si soddisfino le richieste dei titolari dei conti di ridurre il loro saldo e accreditare i saldi di altri conti, purché tali richieste siano coerenti con le regole contabili.

I gettoni ed il denaro basato sul libro mastro sono equivalenti e si scambiano a parità, a causa di un decreto governativo che obbliga le banche a convertire una forma di denaro in un’altra a richiesta del cliente.

Una valuta basata sul libro mastro è associata ad uno o più sistemi di pagamento, e.g. modalità di mantenimento del saldo, trasferimento delle unità da un individuo ad un altro ed aggiornamento del saldo. Le criptovalute sono simili: sono reti di computer che mantengono e aggiornano il saldo. Una differenza degna di nota è che il sistema di pagamento di una criptovaluta è per la propria moneta nativa, mentre un sistema di pagamento tradizionale è dato da una moneta che è redditizia al di fuori del sistema di pagamento, ad esempio, l’USD (dollaro americano).

Un’importante differenza tra un sistema di pagamento tradizionale ed una criptovaluta è il meccanismo che determina le regole e le modifiche in esse, ovvero la struttura di governance.

Un sistema tradizionale è gestito da un’organizzazione che opera all’interno di una giurisdizione legale stabilita con obiettivi chiaramente definiti – la massimizzazione del profitto è naturale per le imprese private – e meccanismi decisionali formali. Questi determinano, per esempio, quali sono i suoi prodotti, come li fa, quanto e come l’organizzazione addebita per questi prodotti e quanto e come paga per i suoi input. Le condizioni di mercato influenzano queste scelte ed i cambiamenti nelle condizioni di mercato spesso ispirano cambiamenti in queste scelte.

Nonostante la superficiale somiglianza delle criptovalute con i tradizionali sistemi di pagamento, le differenze sono cruciali.

Nella sua forma più pura e comune, una criptovaluta si basa su un protocollo, e.g. un insieme di regole che quando efficaci sono seguite da ogni partecipante, perché quando si ha fiducia che gli altri partecipanti seguano le regole, è nell’interesse del partecipante seguirle. Non è necessario nessun sistema legale, tantoméno questo sarebbe in grado di supportare il protocollo di una criptovaluta.

Una criptovaluta nasce con il suo protocollo. Un protocollo efficace anticipa le condizioni prevalenti del mercato. Un protocollo che supporta una certa qualità del servizio ad un determinato prezzo è efficace se la domanda degli utenti è compatibile con questi parametri. Ad esempio, Bitcoin è stato progettato per gestire fino a 2.000 transazioni – un blocco – ogni dieci minuti; quando le transazioni arrivano ad un tasso prossimo al limite, gli utenti offriranno commissioni maggiori, per vedere elaborate prima le loro transazioni, di quelle degli utenti che offrono commissioni più basse; quando le transazioni arrivano costantemente ad un tasso superiore al limite, alcune di esse non verranno elaborate.

Una criptovaluta può essere funzionale e persino prospera finché le condizioni sono stazionarie. Tuttavia, i cambiamenti del protocollo sono difficili da orchestrare perché richiedono il consenso dei partecipanti. La divergenza degli interessi dei partecipanti compromette tale consenso. Si consideri ad esempio cosa accadrà quando il sistema guadagnerà popolarità e il suo rendimento sarà ritenuto insufficiente. Gli utenti che inviano transazioni sensibili al tempo preferiscono che il sistema elabori blocchi più velocemente mentre altri utenti preferiscono che il sistema aumenti le dimensioni del blocco.

Il risultato è che per comprendere come funziona un sistema di pagamento, è necessario comprendere gli incentivi. In che modo un partecipante agisce in una determinata situazione, presumibilmente cercando di far avanzare il proprio interesse personale? Al di là degli incentivi individuali, bisogna capire l’equilibrio. Qual è il risultato, date le azioni di tutti?

Questi problemi sono abbastanza difficili in un contesto tradizionale in cui il governo potente pronuncia ed applica le regole. È molto più difficile capire quali regole si auto-applicano in assenza di un governo, e quali sono i comportamenti ed i risultati che generano. Queste domande sono impegnative, con la sfida aggravata quando ci si chiede come gli incentivi, le azioni e gli equilibri si evolvano nel tempo.

Questi stessi temi sono in cima all’agenda del team di ricerca IOTA che esamina domande quali: Qual è il modo migliore per applicare MCMC (Markov Chain Monte Carlo) per la selezione dei tip? In che modo viene premiato il comportamento di seguire il protocollo? In che modo la velocità delle comunicazioni influisce sugli incentivi e sul comportamento?

L’agenda è ricca, le domande impegnative. Stabilire un protocollo per l’IoT ed il pagamento/comunicazione su internet sarà enormemente gratificante.


Il testo originale in lingua inglese si trova qui: https://blog.iota.org/economics-in-cryptoland-3ba2d9e401d0


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